Riporto dal blog di PenneDigitali alcune osservazioni di Lowrence Lessing:
Lessing – professore di legge, esperto di diritto della Rete, fondatore dei Creative Commons - è un collaboratore di Obama, nonché fautore della campagna elettorale del neo-presidente USA, che ha finito per mutare irrimediabilemnte il rapporto tra i cittadini e la politica: ” Da quando c’è Barak Obama è tramontata l’idea che il governo sia un’entità che deve tenersi alla larga dalle vicende dei cittadini”.
La comunicazione attraverso i social network e, soprattutto, il sistema di raccolta dei micro-finanziamenti come espressione diretta della volontà dell’elettorato, hanno finito per incrinare il meccanismo che vuole i rappresentanti al Congresso impegnati solo ad “esaudire i desideri delle lobby che hanno finanziato le loro campagne elettorali, preoccupati di farsi rieleggere”.
Esattamente ciò che accade in Italia – se non nel resto dell’Europa - ed esattamente il motivo per cui si attenta alla libertà della Rete architettando leggi che la equiparino a tutti gli altri media, di cui siamo diventati fruitori passivi.
Invece, la Rete vista da Lessing ”offre potenzialità di interazione straordinarie per ripristinare una partecipazione attiva e la credibilità di istituzioni screditate dal lungo rapporto privilegiato con i potentati economici, vanno colte dai cittadini, ma soprattutto dal mondo politico che determina le regole della nostra società”.
E una speranza la concede anche all’Italia: “Niente vi impedisce di intraprendere le vostre battaglie, come noi le nostre. Ci sono movimenti che raccolgono firme su Facebook per salvare Internet dalla censura, intellettuali che si battono per regole condivise. E grazie a Internet, si può creare un network globale di solidarietà attorno a certi grandi temi. Certo, sarà una dura battaglia, ma da qualche parte bisogna cominciare a partecipare, rimboccandosi le maniche, se si vuole salvare la democrazia: è un inizio”.







