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Salvare Internet… e la democrazia

2 Aprile 2009

Riporto dal blog di PenneDigitali alcune osservazioni di Lowrence Lessing:

Lessing  – professore di legge, esperto di diritto della Rete, fondatore dei Creative Commons - è un collaboratore di Obama, nonché fautore della campagna elettorale del neo-presidente USA, che ha finito per mutare irrimediabilemnte il rapporto tra i cittadini e la politica:  ” Da quando c’è Barak Obama è tramontata l’idea che il governo sia un’entità che deve tenersi alla larga dalle vicende dei cittadini”.

La comunicazione attraverso i social network e, soprattutto, il sistema di raccolta dei micro-finanziamenti come espressione diretta della volontà dell’elettorato, hanno finito per incrinare il meccanismo che vuole i rappresentanti al Congresso impegnati solo ad “esaudire i desideri delle lobby che hanno finanziato le loro campagne elettorali, preoccupati di farsi rieleggere”.

Esattamente ciò che accade in Italia – se non nel resto dell’Europa - ed esattamente il motivo per cui si attenta alla libertà della Rete architettando leggi che la equiparino a tutti gli altri media, di cui siamo diventati fruitori passivi.

Invece, la Rete vista da Lessing ”offre potenzialità di interazione straordinarie per ripristinare una partecipazione attiva e la credibilità di istituzioni screditate dal lungo rapporto privilegiato con i potentati economici, vanno colte dai cittadini, ma soprattutto dal mondo politico che determina le regole della nostra società”.

E una speranza la concede anche all’Italia: “Niente vi impedisce di intraprendere le vostre battaglie, come noi le nostre. Ci sono movimenti che raccolgono firme su Facebook per salvare Internet dalla censura, intellettuali che si battono per regole condivise.  E grazie a Internet, si può creare un network globale di solidarietà attorno a certi grandi temi. Certo, sarà una dura battaglia, ma da qualche parte bisogna cominciare a partecipare, rimboccandosi le maniche, se si vuole salvare la democrazia: è un inizio”.

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Considerazioni preliminari su Facebook & co.

26 Marzo 2009

Era il 2004 ed io scoprivo, un po’ tardivamente, la blogosfera. Prima di allora Internet era stato comunque il mio pane quotidiano, prima da studente universitario, poi da giornalista d’agenzia. Il mio interesse di studio, la mia attività lavorativa e le mie connessioni nel tempo libero si svolgevano negli ambienti più tradizionali della Rete, dal Web alle Irc. A mio avviso già allora si apriva la fase del 2.0 (penso ad esempio ai Gruppi Yahoo, ancora oggi ne frequento uno che ho fondato nel 2002) ma in pochi in Italia ne eravamo coscienti: l’informazione o meglio la circolazione e condivisione (più o meno) pubblica di informazioni (più o meno) private cominciava a mostrare la sua valenza relazionale.
Con Facebook, Twitter e compagnia, la spendibilità dell’informazione ha preso il sopravvento sulla sua intrinseca valenza conoscitiva, la Big Conversation della blogosfera va trasformandosi in un caotico Grande Inciucio su ogni tema che l’agenda setting dei media (quella sì comunque ancora in mano agli old media) propina ad un pubblico interessato più che altro a far passare il suo tempo libero, e poco conta se si tratta di aggiungere un emoticon alla lista di commenti sul gruppo “Adotta un tronista” o se si dà la propria adesione ad una campagna di sensibilizzazione per salvare il pianeta dall’effetto serra. A proposito, ma è proprio vera la storia dello scioglimento dei ghiacci e del surriscaldamento del pianeta? La situazione delle calotte polari pare essere rimasta – o tornata – la stessa del 1970!

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Penne Digitali 2.0 per i giornali del futuro

26 Febbraio 2009

ROMA – E’ giunto alla seconda edizione “Penne digitali 2.0″, il libro di Carlo Baldi e Roberto Zarriello sull’informazione online, edito dal Centro di documentazione giornalistica. Il libro è stato presentato nella sede della federazione della Stampa italiana, alla presenza del presidente nazionale della Fnsi Roberto Natale e di numerosi esperti del settore. Baldi e Zarriello hanno fatto quattro passi nel villaggio giornalistico globale. Per scoprire che i media stanno subendo una radicale trasformazione. Da oggetto di carta a prodotto multipiattaforma, che distribuisce le notizie in edicola, ma anche via web, in tv, sul telefonino, per radio. “Penne digitali” fa da bussola in un mondo in continua evoluzione. “Nell’ultimo contratto – ha detto Natale – i giornalisti online potevano anche avere un trattamento da operaio metalmeccanico. Si va ora affermando un nuovo tipo di professionalità, un’opportunità per il futuro, davanti alla quale la categoria non può chiudersi”. (da: Repubblica.it)

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A Roma presentazione del libro e convegno su social network e giornalismo partecipativo

16 Febbraio 2009

invito

Anticipo data e luogo della tavola rotonda dal titolo “Informazione duepuntozero. Come cambia il giornalismo tra media tradizionali, blog e social network“, organizzata dal Centro di Documentazione Giornalistica e dalla Fnsi il 25 febbraio alle ore 11 presso la sede della Fnsi in Corso Vittorio Emanuele a Roma. Occasione per l’interessante dibattito sarà la presentazione del volume che ho scritto con Roberto Zarriello: oltre a noi due saranno presenti tra gli altri come relatori Giuseppe Smorto, responsabile di Repubblica.it e autore della prefazione al libro; Luca Conti, insider che non ha bisogno di presentazioni, curatore di Pandemia e noto al grande pubblico della blogosfera; Franco Siddi, Segretario Fnsi; Roberto Natale, Presidente Fnsi.

L’invito si può scaricare da qui.

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Techlovers racconta gli Italiani 2.0

16 Febbraio 2009

Techlovers è il nome dell’ambizioso progetto che si ripromette di esplorare le relazioni sottili tra gli italiani e la tecnologia. Si è conclusa la fase scouting di selezione dei video dove in tanti hanno raccontato le proprie storie legate al web 2.0. Un vero e proprio spaccato di vita degli italiani nell’era del web 2.0, il cui documentario finale verrà iscritto ai festival nazionali dedicati ai documentari e mandato in onda su alcune emittenti televisive. Leggi il seguito di questo post »