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Terremoto sulla stampa: l’imperativo etico è non spettacolarizzare

9 Aprile 2009

“Non rompete!” ha esclamato all’indirizzo dei soffocanti cronisti il Presidente della Repubblica in visita agli sfollati del terremoto in Abruzzo, ma pochi Tg hanno mandato in onda la sequenza (alla faccia del diritto/dovere di informazione, valido fino a che non si rischia di compromettere l’immagine della categoria). Effettivamente ne ho visti fin troppi in questi giorni di casi in cui la voglia di informare (che nel giornalismo televisivo rima troppo spesso con la voglia di mettersi in mostra) è stata anteposta al sacrosanto dovere di rispettare il dolore di tanta gente. E’ vero, gli altri, quelli che guardano senza essere stati coinvolti direttamente dalla tragedia, nutrono un interesse sincero per la vicenda, vogliono sapere per partecipare della sofferenza di chi sta vivendo quell’inferno (io stesso ho molti amici aquilani coinvolti: “fortunatamente” per loro hanno subito “solo” danni materiali più o meno ingenti, ma si sono salvati). Ma non bisogna esagerare. Il monito di Napolitano giunge a proposito. Ne facciano tesoro tutti i giornalisti venuti a L’Aquila a caccia di scoop.

Si rischia di far diventare le tendopoli aquilane la nuova location dell’ennesimo reality show dalle tinte forti. Bestiale.