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Considerazioni preliminari su Facebook & co.

26 Marzo 2009

Era il 2004 ed io scoprivo, un po’ tardivamente, la blogosfera. Prima di allora Internet era stato comunque il mio pane quotidiano, prima da studente universitario, poi da giornalista d’agenzia. Il mio interesse di studio, la mia attività lavorativa e le mie connessioni nel tempo libero si svolgevano negli ambienti più tradizionali della Rete, dal Web alle Irc. A mio avviso già allora si apriva la fase del 2.0 (penso ad esempio ai Gruppi Yahoo, ancora oggi ne frequento uno che ho fondato nel 2002) ma in pochi in Italia ne eravamo coscienti: l’informazione o meglio la circolazione e condivisione (più o meno) pubblica di informazioni (più o meno) private cominciava a mostrare la sua valenza relazionale.
Con Facebook, Twitter e compagnia, la spendibilità dell’informazione ha preso il sopravvento sulla sua intrinseca valenza conoscitiva, la Big Conversation della blogosfera va trasformandosi in un caotico Grande Inciucio su ogni tema che l’agenda setting dei media (quella sì comunque ancora in mano agli old media) propina ad un pubblico interessato più che altro a far passare il suo tempo libero, e poco conta se si tratta di aggiungere un emoticon alla lista di commenti sul gruppo “Adotta un tronista” o se si dà la propria adesione ad una campagna di sensibilizzazione per salvare il pianeta dall’effetto serra. A proposito, ma è proprio vera la storia dello scioglimento dei ghiacci e del surriscaldamento del pianeta? La situazione delle calotte polari pare essere rimasta – o tornata – la stessa del 1970!