Non è certo la prima volta che affronto il tema Wikipedia, ma voglio segnalare anch’io l’interessante articolo di Umberto Eco apparso sull’Espresso. Cito anche questo passaggio di un post di Pino Bruno che mi sembra colga appieno il nocciolo della questione: “Quanto ci si deve fidare di Wikipedia, allora? Dico subito che io mi fido perché la uso con la tecnica dello studioso di professione: consulto su un certo argomento Wikipedia e poi vado a confrontare con altre due o tre siti: se la notizia ricorre tre volte ci sono buone probabilità che sia vera (ma bisogna fare attenzione che i siti che consulto non siano parassiti di Wikipedia, e ne ripetano l’errore). Leggi il seguito di questo post »

Quando la Tv (stra)parla di Internet
9 Settembre 2009C’è un programma tv che ha fatto infuriare chi ha a cuore Internet. E’ la puntata di Matrix, della settimana scorsa. Il conduttore Alessio Vinci aveva invitato a parlare dei “pericoli di Facebook” Alessandra Mussolini, Samantha De Grenet, Paolo Liguori e Marco Liorni più un’altra attrice di cui non ricordo il nome. Ho seguito il dibattito (?) per una decina di minuti poi ho spento irritato all’ennesima castroneria, ma in compenso sui vari social network in molti ne hanno fornito un resoconto completo in tempo reale aprendo discussioni infuocate. Cosa c’era che non andava? Intanto gli ospiti: la tv italiana ormai ha adottato il criterio delle “compagnie di giro”. Con quegli stessi ospiti si poteva fare una puntata sulla ripresa del campionato di calcio, la crisi dei reality show, le amanti di Berlusconi o il delitto di Cogne. Chi è il colpevole? Internet in questo caso. Ora io non dico che Internet sia un paradiso, ma è il più importante strumento che l’umanità abbia mai avuto per condividere cultura, promuovere la pace e in questo momento anche rilanciare l’economia. E il problema dell’Italia e degli italiani su questo terreno non è Facebook, ma il fatto che la Rete sia usata poco e male. Lo vogliamo dire anche in tv? Una volta per la Rai si diceva: assumono un democristiano, un socialista, un comunista e uno bravo. Faccio la stessa proposta per gli ospiti dei programmi tv: quando si parla di Internet, invitate almeno uno bravo. (Fonte: Riccardo Luna su www.wewired.it)

Terremoto sulla stampa: l’imperativo etico è non spettacolarizzare
9 Aprile 2009“Non rompete!” ha esclamato all’indirizzo dei soffocanti cronisti il Presidente della Repubblica in visita agli sfollati del terremoto in Abruzzo, ma pochi Tg hanno mandato in onda la sequenza (alla faccia del diritto/dovere di informazione, valido fino a che non si rischia di compromettere l’immagine della categoria). Effettivamente ne ho visti fin troppi in questi giorni di casi in cui la voglia di informare (che nel giornalismo televisivo rima troppo spesso con la voglia di mettersi in mostra) è stata anteposta al sacrosanto dovere di rispettare il dolore di tanta gente. E’ vero, gli altri, quelli che guardano senza essere stati coinvolti direttamente dalla tragedia, nutrono un interesse sincero per la vicenda, vogliono sapere per partecipare della sofferenza di chi sta vivendo quell’inferno (io stesso ho molti amici aquilani coinvolti: “fortunatamente” per loro hanno subito “solo” danni materiali più o meno ingenti, ma si sono salvati). Ma non bisogna esagerare. Il monito di Napolitano giunge a proposito. Ne facciano tesoro tutti i giornalisti venuti a L’Aquila a caccia di scoop.
Si rischia di far diventare le tendopoli aquilane la nuova location dell’ennesimo reality show dalle tinte forti. Bestiale.

48580 per aiutare le vittime del terremoto
7 Aprile 200948580: Questo è il numero della protezione civile, il modo più attendibile e più efficace per contribuire ad aiutare la popolazione aquilana colpita dal terremoto. Per ogni sms inviato è possibile donare un euro; da rete fissa due euro.
Facciamo attenzione invece a non cadere nei tranelli disseminati nelle reti di relazione dei social network, sicuramente veicolo di iniziative di informazione e di solidarietà lodevoli ed encomiabili, ma anche terreno fertile per gli sciacalli che sfruttano biecamente la voglia di aiutare di molti : alcune raccolte fondi su Facebook per esempio sono sospette e danno poche garanzie che tutti i soldi raccolti arrivino davvero nelle mani di chi ne ha bisogno. Inviando gli aiuti economici direttamente alla Protezione civile si evita il rischio di disperdere i fondi e si consente invece, accentrandoli, di poterli gestire al meglio.

ADG IN VERSIONE DELUXE!
4 Aprile 2009
Rilegata in preziosa seta con iscrizioni argento a caldo: la mitica Agenda del Giornalista è ora disponibile anche in versione lusso, un’idea per un regalo di sicuro effetto ad un amico che lavori nel mondo dei media.
Ricordo i tempi in cui, agli esordi della mia vita di redazione, era la mia compagna fedele per tutta la giornata di lavoro, uno strumento prezioso per rintracciare fonti di informazione o per avere una lista di contatti affidabili ai quali trasmettere i comunicati stampa frutto di una notevole spremuta di meningi.
Anche adesso una copia fa bella mostra nella mia libreria, sempre a portata di mano. Perfino per un giornalista online uno strumento cartaceo del genere è insostituibile. Come i volumi di un’enciclopedia, l’atlante, l’elenco telefonico e la propria personale emeroteca con i ritagli di giornale: tutti ferri del mestiere tradizionali di cui ogni cybergiornalista intelligente non si sognerebbe mai di privarsi.



